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Il Comune
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Giovedì, 27 Aprile 2017 18:10

Altri personaggi illustri

Altri personaggi

Oltre alla grandissima figura di Antonio Genovesi, il cui nome “sopra gli altri come aquila vola ", numerosi altri cittadini si distinsero in varie discipline e attività, arrecando onore e gloria al loro luogo di origine. Apparirà straordinaria la feracità di questa Terra nel partorire così tanti e tali spiriti generosi quando si consideri che la popolazione del Comune, dal secolo XVII e sino ai giorni nostri, si mantenne costantemente tra i mille e i mille e trecento abitanti! Sin dal secolo XV, i Castiglionesi, pur soggetti al dominio feudale, avevano creato, la loro "Universitas", il loro Comune, e sin da quei tempi una parte, la più eletta del paese, rappresentata da un notevole gruppo di famiglie che si dissero "patrizie della Terra di Castiglione" si distinse sia nell'esercizio delle armi che nelle professioni liberali e nel sacro ministero della Religione cattolica.

Così non pochi furono i personaggi illustri, noti oltre la breve cerchia dei Monti Picentini e della Provincia, che ebbero i natali in questo “rupestre nido".

Tra i maggiori, sono da segnalare i nomi di:

Padre IGNAZIO DELLA CALCE, nacque a Castiglione il 19 Settembre 1696. Filosofo, letterato, matematico profondo conoscitore delle lingue orientali, fu "uomo di esatto costume, modestissimo nel suo portamento, ed è segno tale che camminava sempre per Napoli con gli occhi fissi a terra". Per queste sue alte qualità morali, fu chiamato a far parte della Congregazione delle Apostoliche Missioni. Nel 1745 ottenne la cattedra di lingua ebraica presso l'Università Reale di Napoli. Trascorse gli ultimi anni della sua vita nel Casale di Casoria e, quando mori, l'8 aprile 1768, lasciò al Seminario "... tutti li suoi libri ebrei e 700 ducati per doversene da' frutti di detto capitale mantenere in seminario per metà un alunno nativo della parrocchiale Chiesa di S.Mauro di Casoria".

Delle opere edite vanno ricordate:

  • Le epigrafi marmoree, poste all'ingresso della Chiesa della Certosa di San Martino, rievocanti, in un elegante latino, il martirio subìto dai Certosini inglesi sotto Enrico VIII;
  • Il "Fedro", con la traduzione in italiano, pubblicato nel 1744;
  • Il "Compendio di Porto Reale", per uso del Seminario, pubblicato a Napoli nel 1767;
  • "Linguae Sanctae rudimenta ad usum Seminari Neapolitani, Versibus concinnata, Accedit Exercitatio Grammaticae", ebbe più edizioni. La prima nel 1753 e la seconda nel 1781. Nella seconda edizione il testo è preceduto da un'epistola poetica del Mazzocchi, il quale definisce l'opera "dignum opus" e, con riferimenti poetici, la considera bella, superba, piena di grazia;
  • "Linguae Sanctae Scripturae Hebraicae", relativa all'esame di alcuni testi del Vecchio Testamento. Accanto al testo in lingua ebraica è riportata una fedele traduzione in latino, al fine di facilitarne la lettura e lo studio da parte degli allievi, Edizione Raimondi 1759;
  • "Exercitatione in Sacram Scripturam", Edizione Raymondus 1765;
  • "Vita del S. Abate Antonino, cittadino della città di Campagna: protettore della medesima e della città di Sorrento", Edizione Raimondi 1760.
MATTEO BOTTIGLIERO, nato il 21 Novembre 1680, allievo di Lorenzo Vaccaro fu uno dei maggiori e più significativi scultori del Settecento napoletano.

ETTORE DELLA CALCE, che, ai primi dei Cinquecento, fu valorosissimo Condottiero di milizie durante le guerre di Germania, sotto Filippo I, nominato Cavaliere del Nobilissimo Ordine di San Giacomo della Spada. Egli fu il Capostipite di tutti i DELLA CALCE di Castiglione, tuttora presenti, mentre dal suo congiunto FRANCESCO discese il ramo di Salerno, accolto nel Patriziato del Seggio di Porta Rotese nel 1623. Fra i molti figli di FRANCESCO DELLA CALCE vi furono: GIOVANNANTONIO e DOMENICO.

GIOVANNANTONIO fu, prima, Castellano del Castello di Salerno e, quindi, militando con il Marchese del Vasto (Barone di S. Cipriano e Castiglione), Capitano generale delle Armi d'Italia dell'Imperatore Carlo V, fu da quello nominato Maestro di Campo. Soldato di grandissimo valore, si distinse nella difesa, contro i Francesi, di Civitella del Tronto, al tempo del Pontefice Paolo IV. Il Re di Spagna Filippo II lo creò "Cavaliere Aurato" e gli concesse la pensione annua di 200 ducati d'oro. Morì in Salerno nel 1589 e fu sepolto nella Cappella eretta nella Cattedrale, dove, ancora oggi, si può osservare l'effigie scolpita in bassorilievo che lo raffigura dormiente in armi, con un cane ai piedi, come simbolo della generosa nobiltà della sua Casa. Sulla lastra tombale era incisa l'epigrafe (riportata dallo Staibano e da altri Storici): "JOHANNES ANTONIUS A CALCE Neapolitanus sub Carolo V Caes. Multis viriliter gestie, Eques Auratus et Potentissimi Regis Philippi Il Tribunus Militum, Civitella a Gallorum oppugnatione fortiter defensa, Praeclarus sibi posterisque fecit ". Il Mazza lo indica, appunto, nella sua storiografia, come "Eximius Tribunus Militum".

I DELLA CALCE di Castiglione hanno tramandato, sino ad oggi che quando, successivamente alla magnifica difesa di Civitella, l'Imperatore Carlo V chiese al Della Calce che cosa desiderasse per sè quale ricompensa del gran valore mostrato, GIOVANNANTONIO rispose: "Solamente l'Aquila a due teste" e l'Imperatore gli concesse, insieme ad altri privilegi ed emolumenti, di fregiare il suo Stemma (che recava la Sirena al naturale, "con la coda bifida sul mare azzurro") del capo dell'impero ed affiancarlo all'Aquila bicipite imperiale.

Egli non dimenticò mai la terra natìa di Castiglione dove, infatti, si recava spesse volte, come è documentato in numerosi atti notarili e fondò, appositamente per i suoi congiunti che lì erano rimasti, un Monte di Maritaggi con il cospicuo capitale di mille ducati.

ETTORE DELLA CALCE che nel 1623, sotto il comando di Carlo Andrea Caracciolo Marchese di Torrecuso, fu inviato in Brasile a combattere contro gli Olandesi al comando di una Compagnia italiana, si coprì di gloria su tutti i campi di battaglia, sia in America che, tornato in Europa, nelle Fiandre e in Germania, tanto da essere considerato dagli storici uno dei più illustri condottieri napoletani del tempo.

FERRANTE DELLA CALCE altro valoroso militare, Capitano di Battaglione nel Regio Esercito napoletano, servì in armi il suo Re per oltre trent'anni e fu anche Governatore di Massalubrense. E’ ricordato negli antichi documenti come restauratore dei palazzi e delle Cappellanie gentilizie della sua famiglia in Castiglione.
BIAGIO ANTONIO GENOVESE valorosissimo soldato, Capitano nei Regi eserciti, vinse su tutti i campi d'Europa e, per i suoi meriti militari, il Re Carlo Il di Spagna lo creò Barone di Acquamela. 
POMPILIO CAVALLETTO  maestro di pittura, fu valente artista ed operò nel Napoletano intorno alla metà del ‘500.

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